Un nuovo immunoterapico potrebbe evitare o ritardare lo sviluppo di diabete di tipo 1 in gruppi a rischio

Uno studio pubblicato su Science Translational Medicine ha mostrato che la metà di un gruppo di persone ad alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 1 è rimasta libera da malattia più di cinque anni dopo aver ricevuto teplizumab, un farmaco immunoterapico sperimentale, rispetto al 22% di coloro che hanno ricevuto un placebo. Ma non solo, infatti anche le persone che hanno sviluppato il diabete lo hanno fatto in media circa cinque anni dopo aver ricevuto il nuovo medicinale, rispetto a dopo 27 mesi per quelle trattate con placebo.

Teplizumab potrebbe ottenere l’approvazione per l’uso generale da parte della Food and Drug Administration (FDA) entro l’estate. “Se sarà approvato per l’uso, questo sarà il primo farmaco in grado di ritardare o prevenire il diabete di tipo 1” spiega Kevan Herold, della Yale University, co-autore senior del lavoro.

I ricercatori hanno studiato pazienti con un’età media di 13 anni e genitori con diabete di tipo 1, e hanno visto che, in risposta al trattamento con il farmaco, i livelli di danno causato dai linfociti T sono stati ridotti e si è avuto un migliore funzionamento delle cellule beta produttrici di insulina.

Gli esperti sottolineano che non è ancora possibile sapere se alcuni dei soggetti che hanno ricevuto teplizumab non svilupperanno mai il diabete di tipo 1, ma sostengono che ritardare l’insorgenza della malattia potrebbe avere un grande impatto sullo sviluppo delle persone ad alto rischio.

“Ogni momento senza diabete è importante, soprattutto per quei bambini che potrebbero avere la possibilità di crescere senza la malattia” concludono gli autori.

Science Translational Medicine  03 Mar 2021:Vol. 13, Issue 583, eabc8980

DOI: 10.1126/scitranslmed.abc8980

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